prosit di cristina molino

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i prodotti tipici : natura e cucina

La lunga tradizione ed il rispetto per la natura fanno unici i prodotti e la cucina piemontese. L'esperienza dei sapori e dei profumi rimane sempre ricordo indelebile per il turista e spesso si rivela motivo sempre valido per un ritorno in Piemonte.

TARTUFO BIANCO (TUBER MAGNATUM PICO)
Il tartufo bianco è il più grande tra i tartufi: raggiunge le dimensione di una grossa mela e, ogni anno, si raccolgono pochi esemplari che superano, anche abbondantemente il chilogrammo.
Il suo profumo inteso ed il sapore gradevole lo fanno considerare il più pregiato tra i tartufi. E’ reperibile solo nella tarda estate, in autunno e all’inizio dell’inverno, sotto querce, salici, tigli e pioppi, in terreni con umidità abbastanza elevata anche nel periodo estivo.
L’area di produzione del Tuber Magnatum Pico in Piemonte è concentrata soprattutto nelle Langhe, nel Monferrato e nel Roero, anche se vi sono stati dei ritrovamenti anche nell’alessandrino e sulle colline torinesi.

LUMACHE DI CHERASCO (DI PIANURA)
Si tratta di lumache allevate in aziende generalmente della pianura o della collina piemontese. Nella regione vi sono ca. 850 aziende che allevano lumache su di una dimensione complessiva di ca. 700 ha. La sede dell’associazione degli elicicoltori e relativo Istituto è situata a Cherasco in provincia di Cuneo.

CARDO GOBBO DI NIZZA MONFERRATO
Il cardo, ortaggio diffuso in tutto il bacino del Mediterraneo, ha trovato, nell’area della Valle Belbo, tra Nizza Monferrato e Castelnuovo Belbo, le condizioni ideali per la coltivazione. Infatti, i terreni sabbiosi ed alluvionali, che costeggiano il fiume Belbo ed i suoi affluenti, consentono la produzione di cardi di eccellente qualità.
L’imbianchimento del cardo di Nizza Monferrato è un’operazione molto onerosa e caratteristica che avviene esclusivamente sotto terra. Allo scopo, almeno 20 giorni prima della raccolta, le piante devono essere legate a ciuffo, quindi, si scava un solco laterale alla fila della profondità di 10-15 cm in cui la pianta viene adagiata senza lesionarne le radici e ricoperta con uno strato di terreno di 5-15 cm avendo cura di lasciare scoperta la parte distale delle foglie.
La raccolta del cardo che inizia della prima decade di ottobre si effettua manualmente.
Il cardo nicese è ottimo consumato crudo con la “bagna cauda”, salsa tradizionale piemontese che ha come ingredienti acciughe, aglio e olio.

ROBIOLA DI COCCONATO
Formaggio molle a pasta bianca, senza crosta, prodotto con latte crudo intero di vacca. L’esterno è più consistente, mentre la parte interna è cremosa. Gusto dolce, leggermente acido. Forma cilindrica. Diametro 14 cm. Scalzo 1- 1,5 cm. Peso 350-400 g.
Prodotti in alcuni caseifici artigianali di Cocconato d'Asti.

SEIRASS (SAIRASS) DI LATTE
E' una ricotta piemontese dal colore bianco, candido. Consistenza leggera, grana finissima, sierosa. La forma caratteristica è conica, dovuta al sacchetto di stoffa nel quale si fanno scolare i fiocchi di cagliata.

MOSTARDA D’UVA O “COGNÀ
La mostarda d’uva è il prodotto costituito da mosto d’uva cotto cui viene aggiunta frutta di stagione; essa assume la consistenza di una confettura e il colore scuro è dovuto all’uso del mosto (le uve più comuni utilizzate sono: barbera, dolcetto, nebbiolo e moscato). Non è assolutamente piccante. Si gusta con polenta, bolliti e formaggi.
La lavorazione è laboriosa. Si parte dal mosto che si deve ridurre sino ad un terzo mediante lenta evaporazione. Quindi, si aggiungono i frutti di fine stagione (ottobre, novembre) a pezzi grossolani: mele cotogne, zucca, pere, fichi, prugne, noci, nocciole tostate, scorza d’arancia e di limone;la mondatura della frutta viene fatta manualmente. Si fa cuocere ancora per 4/5 ore sino ad amalgamare il tutto.

TORRONE ASTI
Il Torrone Asti viene prodotto con i seguenti ingredienti: nocciole, sciroppo di glucosio, miele, zucchero semolato, albume, vanillina ed ostie (farina).
Prima dell’aggiunta delle nocciole, il prodotto base (sciroppo di glucosio, miele, zucchero, albume), previa agitazione per aumentarne il volume, deve essere sottoposto a cottura fino a completa eliminazione dell’umidità e comunque per un periodo non inferiore a 6 ore.
Il Torrone Asti viene prodotto esclusivamente nel tipo “friabile” e non viene sottoposto a nessuna ricopertura. Le caratteristiche peculiari di questo torrone sono date dai suoi ingredienti di base: nocciole e miele.
Le nocciole normalmente usate per il Torrone Asti appartengono al tipo “Toda Gentile delle Langhe”, cui è stata conferita l’Indicazione Geografia Protetta (IGP) con la denominazione “Nocciola del Piemonte”.
Per il “Torrone Asti” è stata presentata istanza di riconoscimento dell’attestazione comunitaria IGP da parte della ditta Barbero. La comunicazione di tale richiesta è stata pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte.

BACI DI CHERASCO
I Baci di Cherasco sono confetti di cioccolato fondente con nocciole (varietà Tonda Gentile delle Langhe) tostate e frammentate, e burro di cacao.

GRISSINO RUBATÀ
Gli ingredienti del grissino Rubatà (Ghersin Robatà) sono: farina di grano tenero 0 oppure 00, acqua, lievito e sale. Per questo tipo di grissino, il filoncino verrà allungato tramite arrotolamento per compressione manuale sul tavolo da lavoro (soltanto sino a 40 cm circa). Sull’impasto rimarranno, pertanto, le impronte delle dita del grissiniere e, inoltre, i grissini non vengono frammentati dopo la cottura.
Il termine Rubatà deriva da Robat: attrezzo agricolo d’un tempo, munito di un grosso cilindro di legno, che trainato sul terreno lavorato lo spianava per compressione.
Pertanto Rubatà sta a significare una particolare foggiatura del grissino, ottenuta per arrotolamento, da compressione manuale sul tavolo di lavoro.
I Grissini Rubatà sono prodotti tradizionali di Chieri (Torino), Andezeno (Torino) e del Monregalese (Cuneo).
Il termine grissino deriva da “grissia” o “gherssa” il pane, un tempo, a forma allungata e stretta, usato in tutto il Piemonte, simile all’attuale bagette francese. Esasperando la forma allungata del pane e assottigliandola sempre più, è nato il grissino; la paternità è, tutt’oggi, molto discussa; di certo fece la comparsa alla metà del 1600.

POLENTINA ASTIGIANA
Si tratta di una torta simile al Pan di Spagna ma arricchita da altri componenti.
Gli ingredienti per la preparazione della “Polentina Astigiana” sono:
farina, zucchero,uova, burro, mandorle, uvetta, maraschino.

Agnolotti alla moda piemontese
Classico primo piatto, soprattutto dei giorni di festa, costituito da pasta ripiena a forma di quadrato. La pasta viene impastata a mano usando semplici ingredienti : farina, uova, olio, sale. Per il ripieno vi sono varie ricette. La più tipica è con polpa di vitello, polpa di maiale, uovo, rosmarino, alloro, aglio, parmigiano scarola lessa e sale. I condimenti sono anche vari… dal sugo d’arrosto, al sugo burro e salvia, al sugo al ragu’.

Vitello tonnato
Antipasto della tradizione, servito freddo fatto con la parte del vitello chiamata tondino.
Il tondino viene fatto bollire con i sapori e lasciato raffreddare, dopo di che viene tagliato sottile a fettine e sopra viene posta la salsa tonnata che viene fatta aggiungendo capperi e tonno alla maionese tradizionale.

Brasato Al Barolo
Secondo di carne arrostita dopo una lunga macerazione nel vino barolo ( si puo’ usare anche il barbera è il nebbiolo). Punto di forza di questo piatto è l’ottima carne di vitello della cosiddetta “razza piemontese” che viene fatta marinare per una notte intera nel vino e poi viene cotta con gli aromi a fuoco lento. Questo piatto può essere accompagnato da un contorno di polenta o purè.

Bagna cauda
Piatto unico costituito da un bagnetto caldo realizzato con la lenta cotttura in pentola di terracotta (circa un’ora) di acciughe, aglio ed olio. Formata la “bagna” la grande pentola viene posta in mezzo al tavolo e versata in terrine più piccole dotate di candela sottostante per mantenere calda la salsa durante il pasto. Ogni commensale avrà a disposizione verdure di stagione (peperoni,cardi, indivia, patate e cipolle cotte,etc.) da poter intingere nella bagna cauda.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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